Carl Weidemeyer: la biografia

Brema

1882

21 Maggio - Nasce a Brema, figlio di un macellaio.

Dopo la Realschule, per desiderio dei genitori, assolve un apprendistato di muratore, quindi porta a termine un Hochbaustudium alla Baugewerbeschule di Brema.

1900 — 1902

Lavora per un anno come disegnatore presso lo studio dell’architetto Fritz Dunkel a Brema. In seguito frequenta a Berlino i corsi presso l’Unterrichtsanstalt del Kunstgewerbemuseum.

1902

Abbandona la scuola per lavorare negli Stegliztzer Werkstatt di Berlino.

1903

Soggiorno di lavoro e formazione ad Hannover presso il pittore Hermann Knottnerus-Meyer.

1904

Si sposta a Monaco, dove si forma per 7 mesi nella Scuola di Saaleck di Paul Schultze-Naumburg.

Worpswede

1905

Weidemeyer visita la colonia di Worpswede e l'anno seguente decide di trasferirvisi in modo stabile. Stringe amicizia con gli artisti residenti, quali Otto Modersohn, Paola Modersohn-Beacker, Fritz Mackensen, Heinrich Vogeler, con i quali anche espone i suoi lavori. La colonia è molto attiva sotto la guida dei Vogeler e Weidemeyer  accoglie pienamente lo spirito del gruppo che si manifesta nella creazione artistica di ogni genere.

1908

Ha luogo una sua personale al Gewerbemuseum di Bremen.

Sul piano artistico, si concentra dapprima sulla silografia e sulla linoleografia, passando successivamente (dal 1910 ca) all'acquaforte e quindi alla litografia. Lavora quindi come grafico e illustratore e inaugura una importante collaborazione con la Insel Verlag. Al contempo, inizia anche una collaborazione con i Vereinigte Werkstätten di Brema e crea mobili e giocattoli in legno, questi ultimi pubblicati nel catalogo della ditta e anche in quello del Dürerbund di Hellerau.

1910

Si trasferisce a Brema, dove continua a lavorare ne campo delle arti applicate, sia come illustratore per la Insel Verlag sia come creatore per i Vereinigte Werkstätten.

1912 — 1914

Sposa Wera Carus-Frischen (nome di battesimo Helen Queen Frischen, 1888-1974) e con lei si trasferisce a Parigi, dove inizia a studiare scultura.

Nel 1914 lo scoppio della guerra costringe la coppia a tornare a Worpswede, dove Weidemeyer si dedica essenzialmente a lavori agricoli. A Worpswede Weidemeyer costruisce la sua casa, che chiama Hütte.

1916 — 1917

Chiamato alle armi presta servizio nelle truppe del telegrafo.

1921

Si separa dalla moglie e lascia Worpswede.

Willingen

1923 — 27

Si sposta a Willingen in Waldeck ed entra nella cerchia del dr. Emil Lönhnberg e della moglie Selma (n. Bachrach, sorella di Elvira Bachrach, madre di Charlotte Bara).

Si afferma come architetto e ristruttura, disegna e costruisce numerosi edifici in una situazione più urbana. La sua architettura è sempre di stampo storicista e di tipo “Heimatstil”, già adottato a Worpswede, ma la tipologia degli edifici è più complessa e la clientela più variata.

A Willingen approfondisce i contatti con la famiglia Bachrach che già aveva avuto modo di conoscere a Worpswede.

1927    

Visita a Stoccarda il moderno quartiere Weissenhof creato dal Deutscher Werkbund e rimane fortemente impressionato dalla nuova architettura razionalista.

23 ottobre - Paul Bachrach lo invita ad Ascona per la ristrutturazione di una residenza posta accanto alla sua dimora, il Castello San Materno.

Novembre – Paul Bachrach coinvolge Weidemeyer nella progettazione di un teatro per sua figlia Charlotte.

Ascona

1928 Teatro San Materno

Si trasferisce ad Ascona per la realizzazione del Teatro San Materno, portato a termine quello stesso anno. Il progetto ha un ottimo riscontro in riviste di architettura svizzere ed estere, e Weidemeyer acquisisce una certa reputazione nel mondo dell’architettura moderna e una nuova clientela ad Ascona.

1929 Casa Maas, Casa Fontanelle e Casa Fritsch/Tutsch

Progetta e realizza un’abitazione ad Ascona per la signora Maas e la sua amica, la scrittrice tedesco-baltica Frances Külpe.

Realizza sulla riva del lago, a Ronco sopra Ascona, Casa Fritsch e Casa Fontanelle (entrambe ampliate nel 1931 per nuovi proprietari, i signori Tutsch e il Dr. Hahn).

Realizza l’ampliamento della casa di Otto Schoenenwald, ad Ascona.

1930 Casa Rocca Vispa

Progetta sulla collina Casa Rocca Vispa per Hermann Mez, non tenendo in conto le regole imposte dal nuovo Regolamento edilizio che il Comune di Ascona aveva adottato nel 1928 per preservare uno "stile lombardo". Il progetto risveglia quindi forti opposizioni, colpevole di non allinearsi all’architettura locale, generando un dibattito a livello del Municipio di Ascona e del Consiglio di Stato, che richiede l’intervento della polizia (che procede alla chiusura del cantiere “manu militari”), del Tribunale federale e, infine, dell’architetto Otto Maraini in qualità di perito. Anche grazie al parere positivo dell’architetto Walter Gropius, Weidemeyer ottiene infine il permesso di procedere con la costruzione. Questa vicenda segna l’accettazione anche da parte dei più recalcitranti della architettura razionalista in Ticino, con Weidemeyer che si ritrova ad essere uno degli architetti più noti non solo del territorio ma anche a livello internazionale.

1931    

Realizza Casa Andrea Cristoforo per la famiglia Schulthess (che nel 1936 la vende a Ita Wegmann, la quale la trasforma in una clinica antroposofica).

1932

Partecipa al MoMA di New York ad una mostra sulla architettura razionalista internazionale.

1934 — 1935 Villa Chiara e Casa Benvenuto

Il progetto di Villa Chiara viene commissionato la famiglia Oppenheimer nel 1934 e la sua costruzione avviene l'anno seguente. A fianco della villa progetta e realizza Casa Benvenuto, destinata agli ospiti dei proprietari.

Il rapporto che si instaura tra la famiglia Oppenheimer diventa un legame di amicizia profondo e duraturo: Weidemeyer sarà ospite regolare sia quando vi abitano Clemens Oppenheimer e consorte, sia quando sarà il figlio Wolfgang con la moglie Ursula a risiedervi.

1939

Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, perde il passaporto tedesco e il diritto di lavorare; vive crescenti problemi finanziari e viene attivamente sostenuto dalla famiglia Oppenheimer che si occupa di ottenere per lui una rendita regolare.

Progressivamente Weidemeyer finisce per abbandonare il campo dell’architettura.

1937

Sin dalla sua creazione, collabora al Teatro delle Marionette di Jakob Flach ad Ascona: nel corso degli anni non solo illustra i programmi delle pièces ma anche partecipa attivamente agli spettacoli, suonando il flauto e dando voce alle marionette.

dalla fine degli anni Quaranta

In seguito, chiusa l'attività di architetto, torna a dedicarsi all'attività artistica, specie pittorica e grafica, producendo una notevole quantità di disegni, stampe e dipinti.

1972

Mostra personale delle sue opere al Museo di Ascona: per il suo 90 esimo compleanno i suoi amici organizzarono un'esposizione delle sue opere che riunisce tutta la popolazione di Ascona, venuta a salutare "Weidy". 

Carl Weidemeyer viene intervistato da Paolo Fumagalli che lo indica  assieme a Emil Fahrenkampf e Terragni come il precursore della architettura razionalista in Ticino.

Il 18 aprile del 1978 Weidemeyer muore ad Ascona, dove è sepolto nella tomba dal lui stesso disegnata.